Alessandro Bazan. Divagante
Alessandro Bazan. Divagante
formato: 17 x 23 cm
tipologia: catalogo d'arte
testo di: Sergio Troisi
lingue: italiano, inglese
immagini: fotografie a colori di Alessandro Di Giugno, Giovanni Giattino, Giacomo D'Aguanno
legatura: brossura filo refe
pagine: 88
sponsor: Elenk'art
edito da: Glifo Edizioni
ISBN: 9788898741236
Dal testo critico Alessandro Bazan. Divagante di Sergio Troisi.
Alessandro Bazan (Palermo, 1966) esordisce sulla scena artistica alla fine degli anni Ottanta, in un contesto culturale caratterizzato già da alcuni anni da una rinnovata attenzione alla pittura e da una contaminazione tra forme e generi rivendicata, per esempio, dalla Transavanguardia in Italia e dai Neue Wilde in Germania. Sin dall'inizio, le sue opere rivelano però una diversa strategia delle immagini, che mentre guarda attentamente alla pittura e alla sua storia, incrocia costantemente linguaggi e fonti visive con altri codici espressivi, in particolare del cinema e del fumetto (o, con termine corrente, della graphic novel italiana di quel periodo). A partire dalla prima metà degli anni Novanta Bazan definisce alcuni caratteri centrali della propria maniera: un segno rapido e talvolta corsivo, un repertorio dove l'elemento quotidiano vira spesso in una dimensione più sospesa e fantastica, una attenzione alla trascrizione del dettaglio il cui accumulo determina un continuo rallentare e indugiare dello sguardo sulla superficie del dipinto. Sono gli anni della cosiddetta Scuola di Palermo (con Francesco De Grandi, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza), una delle realtà riconosciute come più vitali e importanti della scena artistica italiana e non solo; un sodalizio piuttosto che un gruppo nella accezione stretta del termine, con una diversità di approccio e di metodo in cui la figurazione di Bazan precisa quell'aspetto divagante che rappresenta il modo di indagare l'esercizio della pittura.



